VI DOMENICA DEL TEMPO DI PASQUA (A)

VI DOMENICA DEL TEMPO DI PASQUA (A)
At 8, 5.8.14 - 17; Dal Salmo 65 (66) ; I Pt 3, 15 – 18;
GV 14, 15 – 21

TEMA : Relazione - Consolazione

• In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti,
Chi ama veramente Gesù? Lo ama chi osserva la sua parola, i suoi comandamenti. Ama Gesù chi diviene una cosa sola con lui, un solo cuore, una sola volontà; lo ama chi fa della volontà di Gesù la sua propria volontà. Poiché la volontà di Gesù è la volontà del Padre, ama Gesù chi fa della volontà del Padre divenuta volontà di Gesù la sua volontà e quindi vive con la volontà di Gesù nel suo cuore e vive guidato da questa sola volontà. Costui ama Gesù. Se c’è diversità di volontà, non c’è amore, c’è solo quel vago sentimento, anche religioso, che non è amore, mai potrà divenirlo.
• e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce.
Il primo versetto è legato al secondo. Possiamo dire che è il suo soprannaturale prolungamento. Per chi entra nel suo amore, Gesù prega il Padre perché sia dato a costui un altro Consolatore perché rimanga con lui per sempre. Il Consolatore è lo Spirito di verità, ma egli non può essere ricevuto dal mondo, perché il mondo non sa neanche che egli esiste, infatti non lo vede e non lo conosce. Fin qui le parole di Gesù. Cosa esattamente egli intende rivelarci attraverso questa affermazione? Chi è lo Spirito? È la comunione d’amore e di verità tra Padre e Figlio, l’amore e la verità del Padre si riversa tutta nel Figlio per opera dello Spirito, l’amore e la verità ricevute dal Figlio ritornano nel Padre come suo amore e sua verità, suo dono d’amore e di verità, per opera dello stesso Spirito. Lo Spirito è la vita d’amore e di verità che dal Padre passa interamente nel Figlio e dal Figlio viene riversata interamente nel Padre, in un movimento eterno di comunione, che è scambio di vita. Fino a questo momento, l’amore del Padre e la sua verità sono passati ai discepoli attraverso la carne di Gesù, sulla quale si era posato lo Spirito Santo in modo stabile e permanente. Ora Gesù deve salire al Padre, egli ritorna presso di lui, portando con sé la sua carne, che è ormai parte della sua persona, parte eterna ed indivisibile da lui. Chi consolerà i credenti in lui, se la carne non potrà più svolgere questo ministero di comunione e di salvezza? Lo farà lo Spirito del Signore, sarà lui che inserirà i credenti in Cristo nel suo stesso mistero di comunione che regna tra lui e il Padre e che eternamente viene operato dallo Spirito del Signore. Così lo Spirito viene promesso come stabile dimora presso i credenti in lui, come era stato e sarà sempre posato sulla sua umanità, anche nei cieli, poiché egli dovrà nuovamente operare il grande mistero di inserimento dei credenti in lui, di quanti lo amano, nella sua carne, perché solo attraverso la carne di Gesù, il suo corpo, anche se spirituale e risorto, è possibile avere accesso al Padre e quindi vivere il mistero e nel mistero di comunione eterna che si vive tra il Padre e Gesù per opera dello Spirito Santo. Questo versetto è il soprannaturale prolungamento del primo; ciò significa che lo Spirito opera secondo il suo principio eterno di comunione tra il Padre e il Figlio e nel Figlio tra i credenti in Cristo e Cristo Gesù e quindi tra Cristo Gesù e il Padre, solo in coloro che amano Gesù e amano Gesù coloro che compiono la sua parola, solo coloro che osservano i suoi comandamenti, solo coloro che divengono una sola volontà con Gesù e quindi con il Padre. Quanti sono fuori dell’osservanza dei divini comandamenti, costoro, anche se hanno ricevuto lo Spirito di Gesù, per via sacramentale, in essi lo Spirito non opera la consolazione della salvezza, non inserisce cioè colui che l’ha ricevuto nel mistero della vita divina che intercorre in un movimento eterno tra il Padre e il Figlio. Questo deve essere detto perché Gesù specifica che il mondo non può ricevere lo Spirito, perché il mondo non lo vede e non lo conosce. Mondo è chiunque cammina secondo la propria volontà, colui che segue il suo istinto e la sua concupiscenza, colui che si lascia muovere dalla sua superbia.
• Voi lo conoscete, perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
I discepoli invece conoscono lo Spirito, perché lo Spirito dimora presso di loro, sarà in loro. Ma chi è il discepolo di Gesù? Colui che osserva i suoi comandamenti, colui che ha assunto la sua volontà e l’ha fatta propria. Costui conoscerà lo Spirito, perché costui ama, costui sa qual è la via per amare, la verità di Gesù. Questa affermazione di Gesù è il nucleo della sua rivelazione, ma è anche qui che risiede la forza per la trasformazione del mondo attraverso la manifestazione della sua gloria. Aver voluto ridurre il dono dello Spirito ad una modalità strettamente e solo sacramentale ha fatto sì che si confidasse solo nell’opera dello Spirito e non nella fede e nell’amore del credente per Gesù. Gesù ci insegna invece che la forza e la potenza dello Spirito sono ed agiscono in colui che ha fede e ama, ma ha fede ed ama, solo colui che compie la volontà del Padre, che è anche sua volontà. Questo è il ribaltamento teologico che bisogna operare. Ma c’è ancora da aggiungere che il comandamento non è quello che l’uomo potrà farsi di tempo in tempo, o di epoca in epoca, il comandamento è solo la Parola di Gesù, quella da lui pronunciata e non un’altra, ma anche sulla parola di Gesù pronunciata vigila l’azione del suo Santo Spirito e Gesù in questo discorso d’addio ci dice anche come.
• Non vi lascerò orfani, verrò da voi.
Gesù ritorna ora alla sua personale relazione con i suoi discepoli. I discepoli non rimarranno senza Padre, senza Maestro, non saranno abbandonati a loro stessi, messi in balia delle loro deboli e poche forze. Gesù sta per andarsene, se ne sta andando, deve andare presso il Padre, ma questa sua andata non è senza ritorno. Egli va e ritornerà. Viene qui rivelata la sua risurrezione, poiché solo risorgendo ed anche apparendo loro, egli potrà ritornare. È questo versetto una profezia della risurrezione, ma anche delle apparizioni.
• Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.
Per il mondo non ci sarà alcuna possibilità che lo possa più rivedere. Anche questa prima affermazione è una profezia. La morte di Gesù è ormai imminente. Il mondo lo vedrà per l’ultima volta nella sua carne appesa al palo e poi nell’atto di essere posto nel sepolcro. Poi Gesù si nasconderà definitivamente, il mondo non lo vedrà mai più. Lo vedrà nella sua gloria, al momento del giudizio finale. Fino a quel momento sarà il tempo della fede, ma la fede passa attraverso la Parola. I discepoli invece avranno un’altra relazione con il loro Maestro; loro potranno ancora vederlo. Lo vedranno per quaranta giorni subito dopo la risurrezione, ma lo vedranno sempre con gli occhi della fede, perché tra loro e il Maestro ci sarà sempre un rapporto di vita, un rapporto vitale. La fede inserisce nella vita di Gesù, la fede rende visibile Gesù agli occhi del cuore e dell’anima, la fede rende presente Gesù al cuore e allo spirito. C’è un rapporto di amore che unirà sempre i discepoli al loro Maestro e questo rapporto non è solamente intellettivo, della mente, non è solo obbedienziale, è anche vitale, di cuore a cuore, da spirito a spirito, da anima ad anima ed esso fa sì che ci sia una sola vita, la vita di Cristo che si riversa interamente in colui che crede ed ama Gesù. È un mistero di vita quello che deve sempre intercorrere tra Gesù e i suoi discepoli. Gesù è vivo, i discepoli devono essere anch’essi vivi. La vita è nello Spirito, ma lo Spirito la dona a chi ha fede e a chi ama il Signore Gesù. Chi ha fede ed ama, mantiene con Gesù una relazione di vita, di presenza, di visione anche se con gli occhi della fede e dell’amore. Cosa invece che non avviene con il mondo, perché il mondo non crede e non ama e quindi non sa chi è Gesù.
• In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Quando Gesù sarà risuscitato, allora i discepoli comprenderanno il suo mistero. Comprenderanno anche il loro mistero. Qual è il mistero di Gesù, quale il loro? Esso è un unico mistero. È l’abitazione di Gesù nel Padre e del Padre in Gesù, è l’abitazione dei discepoli in Gesù e di Gesù nei suoi discepoli. Ma se i discepoli sono in Gesù e se Gesù è nei discepoli, essi sono anche nel Padre, essi dimorano in Dio e Dio in loro. Questo è il grande mistero che essi conosceranno il giorno della risurrezione di Gesù, quando egli effonderà il suo Spirito su di loro e li trasformerà, quando aprirà loro la mente all’intelligenza delle Scritture e farà loro conoscere tutto il mistero nascosto e velato finora nelle sue parole.
• Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui ».
Il discorso di Gesù è fatto secondo uno schema circolare per ampliamento dei concetti precedentemente espressi. Ad ogni cerchio se ne aggiungono altri e si perfezionano quelli precedentemente espressi. Per amare Gesù bisogna accogliere i suoi comandamenti ed osservarli. Questo è il fondamento ed il principio perenne per chi vuole amare Gesù. Viene qui bandita ogni idea di accomodamento o di trasformazione della Parola di Gesù. La parola si accoglie così come essa è stata data e si osserva. Senza questa fedeltà non c’è amore. Questo deve essere chiaro, deve essere il principio dei principi di ogni amore verso Cristo. Chi ama Gesù, entra nel mistero dell’amore intratrinitario e vive anche lui il mistero dell’amore che intercorre tra il Padre e il Figlio. Il discepolo che ama Gesù è amato dal Padre e da Gesù, diviene un solo mistero d’amore, diviene un solo principio di comunione. Come il Padre era tutto nel Figlio e quotidianamente si manifestava al Figlio, il quale viveva contemplando il Padre, così nell’amore Gesù è tutto in colui che ama e costui vive contemplando Gesù, poiché Gesù si manifesterà a lui. Non viene qui specificata la forma di questa manifestazione. Dalla storia sappiamo che questa manifestazione è da cuore a cuore, da spirito a spirito, ma sovente è anche visibile. C’è in coloro che amano assai il Signore, che lo amano veramente, la manifestazione visibile del cielo. Gesù si manifesta, si rende visibile e loro lo contemplano, lo adorano, lo ascoltano, lo amano, ne sentono la voce, ne compiono alla perfezione la sua volontà.
E io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito (M. Costantino di Bruno)
Tutti ai nostri giorni si sentono ispirati. Tutti si credono profeti del Dio vivente. Tutti sono convinti di vivere una particolare relazione con Dio. Tutti si dicono amici di Dio e suoi servi. Tutti si vedono come se lo Spirito Santo aleggiasse sopra di loro, come all'inizio della creazione del cielo e della terra aleggiava sulle acque.
Gesù oggi smentisce tutte queste false credenze e false fedi. Le sue parole meritano un'attenzione tutta particolare. La sua chiarezza è veramente divina. Lui parte dall'amore. Chi ama Gesù? Lo ama chi osserva i suoi comandamenti. L'amore per Gesù è prima dell'osservanza dei comandamenti. L'osservanza dei comandamenti è il frutto vero dell'amore per Gesù. Quest'amore è il fondamento, il principio di ogni altra realtà soprannaturale e divina, eterna e celeste.
Cosa fa Gesù per tutti coloro che lo amano? Prega il Padre ed Egli darà loro un altro Paràclito perché rimanga con loro per sempre. L'altro Paràclito è lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. I discepoli invece lo conoscono perché egli rimane presso di loro e sarà in loro. Il dono dello Spirito Santo è nell'amore e dall'amore di Cristo Gesù. Più grande è l'amore per Gesù e più potente è l'azione dello Spirito Santo nella mente e nel cuore. Se invece l'amore è nullo, nulla sarà anche l'opera dello Spirito Santo nell'uomo.
Altra grande verità che oggi Gesù ci rivela è questa. Lui sta per andare al Padre. Questa partenza non lascerà orfani i suoi discepoli. Loro non saranno senza guida, senza pastore, senza luce, senza vita. Gesù starà lontano da loro solo per pochissime ora. Poi ritornerà per essere sempre con loro. Il mondo non vedrà più Gesù. Loro invece lo vedranno sempre, perché Lui vive e loro anche vivono in Lui, per Lui, con Lui. Quando Gesù ritornerà avverrà un vero prodigio di amore: Gesù è nel Padre. Il Padre è in Gesù. I discepoli saranno in Gesù. Gesù sarà nei discepoli. Vi sarà un'abitazione degli uni negli altri, in un amore senza limiti, senza misura.
Ancora un altro miracolo: Gesù con la risurrezione è divenuto invisibile agli occhi della carne, ma non agli occhi dello spirito. È divenuto invisibile al mondo. Chi ama Gesù sarà amato dal Padre suo. Anche Gesù lo amerà e si manifesterà a lui. Si manifesterà in modo spirituale, ma anche agli occhi della carne. Chi ama Gesù, potrà anche vederlo, perché sarà Gesù a manifestarsi a Lui. Questa verità è realtà, storia. La Chiesa vive di questa manifestazione e senza di essa la Chiesa a quest'ora avrebbe deviato dal sentiero tracciato dal Vangelo. Si sarebbe smarrita nelle tenebre del mondo e nella sua guerra di ignoranza e di perdizione. La presenza visibile di Cristo Signore inizia già dopo la sua gloriosa ascensione. Essa accompagna gli Apostoli nella loro missione e guiderà la Chiesa per tutti i giorni della sua vita. Pietro, Paolo, Giovanni, attestano questa verità e la testimoniano con la vita.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, anche tu ti manifesti a coloro che amano il tuo divin Figlio e lo servono con amore. Angeli e Santi di Dio, aiutateci ad amare Gesù.
Spunti di riflessione:

- Gesù disse: Noi verremo a lui e prederemo dimora presso di lui. Come sperimento questa promessa?
- Abbiamo la promessa del dono dello Spirito per aiutarci a capire la parola di Gesù. Invoco la luce dello Spirito quando mi appresto a leggere e a meditare la Scrittura?
- Sono capace di leggere nel mio presente l’azione di Dio che è Padre e mi sostiene?
- Sono capace di vedere nel mio presente la vicinanza di Cristo che mi illumina e mi guida?
- Sono capace di riconoscere la forza dello Spirito che mi è accanto e mi conduce alla verità?